| New York City Ballet |
| Light & dance con Santiago Calatrava |
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Quando è genio vero non si ferma neanche davanti a una calzamaglia. Santiago Calatrava ha disegnato per il New York City Ballet gli elementi scenici delle cinque rappresentazioni presentate a fine giugno ed è la prima volta che un grande designer di stazioni, ponti e architetture si cimenta in un'opera che con il calcolo ingegneristico a sì a che fare per via dell'equilibrio, ma forse meno per l'ingegneria. Ha creato tre sculture e due dipinti in cui la luce gioca un ruolo scenico fondamentale anche perché la stagione 2010-2011 del corpo di ballo più famoso del mondo sarà proprio "Architecture and dance". "Avere sculture sul palco è una sfida in fatto di logistica, entreranno in scena più volte e usciranno in poco tempo, inoltre abbiamo dovuto adattarci alle forme create da Calatrava, al suo design, ed è stato un processo completamente nuovo per noi, di solito accade il contrario", spiega il lighting designer del NY City Ballet, Mark Stanley. Il balletto del coreografo Mauro Bigonzetti dedica alla luce un tributo speciale, s'intitola "Luce Nascosta" ed in esso la scultura sospesa di Calatrava cambia da disco d'oro all'inizio della performance, splendente come una luna, per espandersi in larghezza, grazie a una motorizzazione, e quadruplicarsi in quattro dischi d'oro sui due lati del palcoscenico. Costruito di plexiglas lattiginoso e traslucido, dipinto con vernice di oro metallizzato, questo globo all'interno contiene una scatola illuminata da una lampada a incandescenza "più luminosa di qualsiasi Led", dice Stanley, che ha studiato nei dettagli ogni riflesso di luce sulla scultura e sul palco, fin la velocità con la quale le sculture vengono aperte e richiuse, appaiono e scompaiono. Anche i ballerini sembrano apparire e scomparire dal buio del fondo. "Si tratta di un marchio di fabbrica il coreografo", osserva Stanley. Questo effetto viene raggiunto utilizzando una serie di fessure sulle tende, che permettono ai ballerini di muoversi sul palco, senza toccare il tessuto "e per esaltarne l'effetto il gioco di luci è cruciale". Anche nel balletto "Mirage" è di scena una scultura luminosa "in 3D stavolta, una cornice dorata e metallica con una serie di corde tese quasi a formare un'arpa". E qui tornano le corde tese care al Calatrava dei ponti che anche noi italiani conosciamo, così come nel terzo balletto "Why am I not where you are" dove i ballerini danzano intorno all'arco e nel gran finale quest'ultimo, aperto quasi a 45° , riceve una forte retroilluminazione bianca accentuando l'effetto duro e aspro che la musica suscita in quel momento. "E 'stato divertente avere qualcosa di tridimensionale sul palco in luce, oltre ai ballerini", conclude il lighting designer, che ha particolarmente apprezzato "la creazione dal vivo con le sculture cinetiche illuminate". (P.B.)
Questo articolo è stato pubblicato il 23 luglio 2010 ed è archiviato nella categoria Eventi. Iscriviti alla Newsletter di Archilight!
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