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Venezia, Fondazione Cini

De Lucchi reinterpreta l'antico dormitorio

L'antico dormitorio benedettino dell'isola di San Giorgio Maggiore a Venezia si è trasformato in un grande centro di fruizione libraria e documentale. Inaugurata lo scorso dicembre la Manica Lunga della Fondazione Giorgio Cini, è il risultato di un intervento dell'architetto Michele De Lucchi, negli spazi dell'ex dormitorio del monastero progettato da Giovanni Buora alla fine del '400.

 

"Il grande salone si trasforma in biblioteca prendendo ispirazione dal Longhena (architetto e scultore veneziano del 1600, ndr) - spiega l'architetto De Lucchi - con le scaffalature aperte in tutta l'estensione delle pareti con tavoli per la consultazione al centro. Un secondo livello è realizzato con una balconata alla quale si accede da scalette a rampa diretta sistemate sulle testate del lato Nord e Sud e del transetto centrale. La struttura portante e le scaffalature sono in metallo. L'effetto prospettico è così accentuato dal raddoppio delle linee che portano all'orizzonte senza modificare l'impatto scenografico della sala".

 

Pensata con criteri di "territorialità", l'illuminazione della nuova Manica Lunga vuole dare luce dove veramente serve ed evitare una dispersione delle fonti luminose che ostacolino la concentrazione e lo studio. Le scaffalature del corridoio centrale, direttamente integrate nell'arredo, dispongono di un'illuminazione dedicata, realizzata con lampade a LED dotate di sistema di spegnimento, sistemate in alto per rendere più comoda possibile la consultazione e la lettura dei titoli, dunque illuminando solo la parte interessata. Anche i sistemi antincendio sono integrati nei supporti per l'illuminazione, scomparendo completamente alla vista. Sugli scrittoi la luce è sistemata su apposite strutture fisse e direzionata direttamente verso il piano. Nelle celle adiacenti è invece adottata una soluzione a soffitto, con lampade ad incasso e sorgenti luminose a basso consumo energetico.

 

In generale, il progetto ha comportato il restauro del monastero per la creazione di scaffali a piano terra e sul ballatoio, una reception, più postazioni informatiche per la consultazione multimediale. Non mancano aree relax, sale riunioni e conferenze. Infine sono state recuperate la sala del tesoro, l'ufficio del curatore e le celle a uso archivio.

Con oltre 1400 metri lineari di scaffalature, di cui 1mille a scaffale aperto (100mila volumi circa, in totale), la nuova struttura rappresenta oggi il cuore del complesso bibliotecario della Fondazione Cini.

 

(V.F.)

 

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