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Sostenibilità

Giordania
Queen Alia airport: incamera energia e acqua

Dal noto studio Foster & Partners hanno rivelato i dettagli del progetto che riguarda l'espansione del Queen Alia international airport in Giordania. Previsto per essere completo entro il 2012, l'aeroporto gestirà nove milioni di passeggeri ogni anno, quasi tre volte di più di ciò che avviene oggi ad Amman.

Il nuovo progetto incorpora la pista esistente, mentre è prevista la realizzazione di un nuovo terminal il cui concept design s'ispira alla tradizione araba in senso di ospitalità, con giardini all'aperto e un sistema di alimentazione ecologicamente sostenibile con il tetto costituito da pannelli fotovoltaici.

I nuovi cortili conterranno vere e proprie "pozze d'acqua" che rifletteranno la luce naturale all'interno dell'edificio e forniranno un microclima confortevole. Questi ampi spazi coperti vogliono chiaramente interagire con l'ambiente esterno, oltre che ospitare i passeggeri in transito.

 

Aspetto tra i più rilevanti è la tettoia dell'aeroporto ispirata alla forma organica della palme che, oltre a incamerare l'energia solare, funge anche da cisterna per la raccolta dell'acqua piovana e della condensa notturna, mentre la sua superficie esterna di color nero, ricorda le tende beduine. La scissione e gli incroci delle travi di sostegno permettono il filtraggio della luce naturale all'interno che inonda l'edificio con giochi di luce dinamici, pur offrendo un riparo dalla luce solare diretta.

 

(V.F.)

 

www.amman-airport.com

www.fosterandpartners.com

 

 

Questo articolo è stato pubblicato il 23 luglio 2010 ed è archiviato nella categoria Sostenibilità. Iscriviti alla Newsletter di Archilight!

 


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