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Arte

Copenhagen
Rethink, ripensiamo la nostra relazione con la terra

In occasione del discusso vertice sui cambiamenti climatici a Copenaghen nel dicembre scorso, moltissime sono state le attività artistiche e culturali che hanno indotto alla riflessione sul tema del futuro della vita sul nostro pianeta. Tra i linguaggi dell'arte più utilizzati c'è quello della luce, che ha dato vita in modi sempre suggestivi ai pensieri degli artisti.

La Galleria nazionale di Danimarca, il Centro di arte contemporanea Den Fie e l'Alexandra Institute hanno unito le forze in una mostra che ha posto in una nuova prospettiva il dibattito sui cambiamenti climatici.

Fino ad aprile 2010 sarà possibile visitare l'esposizione, intitolata "Rethink", con interessanti lavori creati da artisti contemporanei nordici e non solo, che raccontano in diversi modi l'intersezione tra arte, cultura e cambiamenti climatici. Rethink offre agli spettatori la possibilità di riconsiderare le proprie relazioni sociali e come noi viviamo.

In "Your watercolor machine", Olafur Eliasson crea una suggestiva installazione in cui le proprietà fondamentali della luce e del colore sono catturate attraverso l'uso di un prisma e riflesse nell'acqua.
L'artista argentino Tomas Saraceno, invece, propone un rovesciamento delle nostre relazioni in un mondo ormai compromesso e sovra popolato. La sua opera "Flying Biospheres" è focalizzata su possibilità e soluzioni, elevando gli esseri umani fino alle nuvole per vivere in piccoli globi luminosi e trasparenti, fluttuanti nel cielo.

In altre riflessioni, si portano alla luce gli aspetti del climate change che diamo per scontati o trascuriamo. Gli artisti nigeriani Bright Ugochukwo Eke minimizzano la distanza con la dura realtà della pioggia acida usando plastica, acqua e carbone, creando una provocazione nell'incontro tra il visitatore e la natura alterata .

"Pioggia acida" è basata su un'esperienza personale di Bright e così le sue osservazioni sull'umana mancanza di rispetto per l'ambiente.
L'artista svedese Henrik Hakansson ha presentato "Atmosphere", un'installazione costituita da audio e luce, con suoni provenienti da quattro registrazioni in sincrono, registrate nella giungla del Chiapas, in Messico.

 

La mostra presenta lavori di Tomas Saraceno (Argentina), Henrik Håkansson (SE), The Icelandic Love Corporation (Islanda), Superflex (Danimarca),Bright Ugochukwu Eke (NG), Olafur Eliasson (Islanda/Danimarca) e molti altri artisti.

E oltre ad essi, il collettivo artistico To People Speak impegna i visitatori in una discussione globale sui cambiamenti climatici in 13 settimane, toccando alcuni dei temi più attuali e sentiti a livello internazionale.

 

(E.R.)

 

www.rethinkclimate.org

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