Tendenze
Stazione Porta Susa
Luce in galleria
Il progetto illuminotecnico e l'innovazione tecnologica trasformano la stazione dell'Alta Velocità di Torino in uno spazio urbano in vetro e acciaio.
La Stazione di Porta Susa è stata riprogettata. Il nuovo edificio è una galleria lunga 385 metri e larga 30 formata da 106 archi con un'altezza variabile dai 12 ai 3 metri al colmo della copertura. Progettata a livello della strada, collega la stazione con la città, al piano inferiore si trova la metropolitana, mentre salendo si raggiunge la banchina dei treni e l'area commerciale.
La volontà di creare un "continuum" tra la città e la nuova architettura è alla base del progetto illuminotecnico. "L'obiettivo era quello di trasformare uno spazio sotterraneo in un vero e proprio luogo urbano e di utilizzare la galleria vetrata come faro orizzontale sulla scena della città" spiega l'architetto Silvio D'Ascia che ha curato il progetto. Il vetro filtra la luce naturale e illumina la galleria "come se fosse una strada coperta, un prolungamento delle vie cittadine. Si crea in questo modo una sorta di linea continua tra i flussi interni dei viaggiatori e quelli esterni della città".
Il progetto è stato curato dalla Disano Illuminazione. Per le capriate della volta di copertura è stato modificato un prodotto standard, il proiettore Elfo (Disano). Su ogni capriata sono stati montati montato 4 proiettori, due a fascio stretto per valorizzare la parte metallica e due a fascio largo per indirizzare la luce verso il basso. Delicato è stato il montaggio poiché le capriate hanno un diametro di 50 metri l'una, mentre le travi che le sorreggono uno spessore di 2 centimetri. É stato necessario costruire una scatola, dove nascondere le basette dei proiettori, che è servita anche come sistema di ancoraggio alla volta con dei sistemi di fissaggio a pressione: ne sono state ancorate 98, ciascuna delle quali contente una coppia di proiettori.
Il proiettore Elfo, in versione singola, è stato utilizzato anche per porre l'accento sulle scale mobili, in prossimità dei passaggi pedonali. L'Elfo è stato montato anche sui pali alti 4 metri che illuminano la galleria. I tre passaggi trasversali che la caratterizzano, chiamati "cavalconi", sono illuminati invece da gruppi di 2 o 4 proiettori Agadir (Disano). Sono stati scelti, infine, apparecchi ad incasso Energy e Minilinea (Disano), per i parcheggi e per le zone di cuscinetto. Entro la fine dell'anno, sarà terminata anche la zona commerciale che verrà illuminata con apparecchi Minilinea.
Il progetto architettonico è caratterizzato dall'applicazione di tecnologie d'avanguardia. La galleria è rivestita con una pelle vetrata (oltre 15.000 m²), formata da scaglie di vetro che assicurano una ventilazione naturale. Queste sono ricoperte da cellule fotovoltaiche monocristalline, posizionate tra i due strati di vetro, e da cellule serigrafate che hanno la funzione di frangisole. L'intero sistema permette di ottimizzare il comfort dello spazio pubblico in estate e in inverno, grazie all'ulteriore raffrescamento naturale proveniente dal volume dei binari che, beneficiando di una forte inerzia termica, garantisce un ricircolo di corrente fresca fino allo spazio della hall.
(G.L.R.)
Questo articolo è stato pubblicato il 9 agosto 2012 ed è archiviato nella categoria Tendenze.
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