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Architettura

Moleskine + Viu
Come sarà Venezia nel 2060?

I più grandi nomi dell'architettura internazionale e gli studenti delle più prestigiose università ri-progettano Venezia del 2060 sui taccuini Moleskine. Ne nasce una mostra-evento collaterale della Biennale di architettura e viene presentata da Venice international university (Viu) e dalla celebre azienda creatrice dei taccuini di Ernest Hemingway e Bruce Chatwin sull'isola di San Servolo il 25 agosto.

 

"Spinti dall'esigenza di elaborare un racconto visionario della città, gli architetti e gli espositori invitati delineano un passaggio concettuale verso i possibili futuri di questo territorio, incoraggiando un confronto tra sviluppo economico e innovazione sostenibile", spiegano gli organizzatori.

 

Questo il tema della mostra affrontato con due diverse prospettive: la prima è quella di Detour, progetto itinerante che presenta taccuini Moleskine d'autore che vengono donati dai loro creatori alla fondazione non profit lettera27 e che affronta per la prima volta - con un'edizione speciale - Venezia, dopo aver toccato New York, Londra, Parigi, Berlino, Istanbul e Tokyo; la seconda è data da myDetour, i cui protagonisti sono 20 studenti della Viu, di accademie e università internazionali e di Venezia.

 

Nelle creazioni degli autori di questa edizione di Detour, quindi, la città lagunare si apre a nuovi spunti e opportunità sconosciute per trasformare la sua geografia. Un luogo "mutante" pronto a mollare gli ormeggi, lasciandosi condurre dall'estro degli autori coinvolti. Italia, Brasile, Francia, Germania, Spagna, Messico, Belgio, Stati Uniti, Ungheria e Burkina Faso sono i Paesi di provenienza degli studi di architettura che presentano le loro opere alla Viu a partire dal 26

agosto.

 

Depositata nei taccuini Moleskine, l'idea visionaria di "Acqua Alta nel 2060" degli olandesi Jds architects dialoga con la favola di mongolfiere di Fgmf arquitetos.

Alterstudio Partners invece svela risorse autoctone, mentre la provocazione di Franco La Cecla convive con i disegni di Giancarlo Carnevale, 5+1AA replica alle sperimentazioni di Aranda\Lasch. Rojkind Arquitectos e studio Asa/Flavio Albanese regalano prospettive lungimiranti. Oltre le riflessioni ponderate di Francis D. Kéré e Yona Friedman con schizzi di "Altane pubbliche" appare la palafitta moderna di Giuseppe Amato\Qanat.

 

In mostra i taccuini sono presentati all'interno di teche trasparenti aperte e indossando speciali guanti di cotone il pubblico potrà sfogliarne le pagine, per stabilire un contatto diretto con il progetto creativo ideato da ogni singolo artista e seguirne lo sviluppo pagina per pagina.

 

Venice international university ha contribuito alla realizzazione del rapporto Ocse sull'area metropolitana veneziana. L'elaborazione scientifica, durata due anni, ha consentito di mettere a fuoco un territorio sempre più integrato dal punto di vista dei processi economici e della mobilità cui non corrisponde, tuttavia, un immaginario aggiornato di riferimenti visivi e simbolici.

 

In myDetour, per concludere, gli studenti coinvolti hanno cercato di lanciare stimoli per la creazione di un immaginario condiviso della città contemporanea: hanno raccolto sui loro taccuini idee e frammenti di esperienze, proprio come i grandi creatori delle avanguardie artistiche del Novecento, che usavano i bloc notes neri come agili supporti per scrivere e disegnare in situazioni estemporanee, nelle strade e nei caffè.

 

(P.B.)

 

www.mappingvenice.org

www.univiu.org

 

 

Questo articolo è stato pubblicato il 23 luglio 2010 ed è archiviato nella categoria Architettura. Iscriviti alla Newsletter di Archilight!


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