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Architettura

Chiesa San Giovanni Battista di Tavazzano con Villavesco
Il cielo come nell'anno zero

Il nuovo progetto d'illuminazione della Chiesa di Tavazzano con Villavesco, in provincia di Lodi, è stata premiato lo scorso novembre a Seattle per gli Illuminating Awards 2009 dalla giuria internazionale di Ies - Illuminating Engineering Society of North America, importante associazione americana che si occupa di promuovere l'illuminazione sostenibile.

Realizzato da Giulio Podestà per Beta Nit, azienda fondata nel 2004 per la progettazione e la produzione di strumenti ottici "su misura", il progetto è stato voluto e sponsorizzato dalla Fondazione Endesa.

 

La chiesa, costruita negli anni Sessanta, era inizialmente povera di opere d'arte e di fregi decorativi, il rapporto tra altezza e larghezza della navata centrale risultava estremamente sproporzionato e il bianco delle pareti sottolineava i difetti della struttura portante.

I lavori d'illuminazione iniziati nel 2004, sono partiti dal rifacimento illuminotecnico della zona presbiteriale, in occasione dell'inaugurazione del trittico dell'Ultima Cena. Sono così stati collocati i binari trifase dell'anello sul tamburo della cupola e una serie di faretti di tre differenti tipologie: fascio stretto a ioduri metallici, con la funzione di illuminare gli elementi sacri del presbiterio, fascio medio a ioduri metallici, per provvedere a un'illuminazione di riempimento (generale), e fascio ellittico alogeni, per il trittico. Un intervento successivo, avvenuto nel dicembre 2005, ha interessato l'illuminazione di due vetrate e di due nuovi dipinti (Il battesimo e L'annunciazione), tutti del maestro Pettinari. Le prime sono state illuminate con apparecchi fluorescenti stagni collocati sul davanzale esterno del catino absidale.

L'illuminazione generale della navata è stata quindi pensata per ricordare due lunghe file luminose, inserendosi armoniosamente nella struttura della chiesa e arricchendola. Queste due bande perimetrali accorciano sensibilmente le distanza dal soffitto e addolciscono la sproporzione dell'edificio, rendendolo più avvolgente e a misura d'uomo, avendo quindi la funzione di mascherare e direzionare la luce di una fila continua di plafoniere fluorescenti. La fonte luminosa non è percepibile e sembra entrare naturalmente da fessure nascoste da questa vela continua.

 

L'illuminazione della cupola è ottenuta con effetti cambiacolore, che danno pennellate e tonalità tali da spezzare le distanze dovute all'elevata altezza rispetto all'altare, rendendo l'ambiente più intimo.

Sulla volta della chiesa è stato ricreato un planetario digitale ad alta definizione, realizzato con sedici proiettori posizionati sul ballatoio e coordinati da sette computer: in sostanza un sistema di proiezione digitale ad alta risoluzione su di una superficie totale di poco superiore ai 600 mq.

Il planetario ricostruisce il cielo stellato dell'anno zero - la nascita di Cristo - come punto di congiunzione tra chiesa e cielo, una chiesa senza pareti e senza soffitti, solo luce.

 

(V.F.)

 

www.betanit.com

info@betanit.com

 

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